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Un viaggio artistico e umano lungo 10 anni
"Assumere la direzione artistica di Eneganart è stata una sfida, ma anche un’opportunità straordinaria", Veronica Filippi.
Quando nel 2015 ho iniziato a lavorare per Eneganart, non avrei immaginato che quel primo incontro sarebbe diventato l’inizio di un viaggio così ricco, intenso e duraturo. Dieci anni dopo, guardandomi indietro, non posso fare a meno di sentirmi profondamente grata per tutto ciò che questo progetto ha rappresentato — e continua a rappresentare — per me, per gli artisti che abbiamo incontrato e per il pubblico che ci ha seguito con passione.
Assumere la direzione artistica di Eneganart è stata una sfida, ma anche un’opportunità straordinaria che Enegan, ma soprattutto Ileana Mayol mi ha regalato: quella di creare uno spazio dove l’arte potesse dialogare con il presente, con i valori dell’azienda e soprattutto con le persone. Ed è proprio questo legame umano, questo intreccio di storie, visioni e sensibilità diverse, a rendere Eneganart qualcosa di unico.
In questi dieci anni abbiamo visto passare migliaia di opere, ognuna con una sua voce, un suo sguardo sul mondo. Abbiamo premiato talenti, accolto nuove prospettive, dato spazio a chi aveva qualcosa da dire. Ma ciò che più mi colpisce, ogni volta, è la sincerità con cui gli artisti si sono affidati a noi, scegliendo di condividere con Eneganart non solo il proprio lavoro, ma una parte della propria interiorità. Molti sono stati gli artisti che hanno trovato nel nostro concorso un trampolino di lancio, una leva per andare avanti ringraziandoci per questo.
Dirigere artisticamente questo progetto significa anche accompagnare, osservare, a volte intuire prima ancora di vedere. Significa sapersi mettere in ascolto e saper costruire un racconto corale che cambia ogni anno, ma che resta fedele a una visione: quella dell’arte come motore di consapevolezza, come linguaggio universale, come ponte tra il sentire individuale e il bene collettivo.
Eneganart è cresciuto, si è trasformato, si è fatto sempre più ambizioso e inclusivo. Ma il cuore del progetto — l’energia umana che lo anima — è rimasto lo stesso. Noi siamo rimasti gli stessi. Un’energia fatta di passione, dedizione, curiosità, apertura. E forse è proprio questa la vera forza che ci tiene uniti dopo dieci anni: la capacità di emozionarci ancora, di sorprenderci, di credere che attraverso l’arte si possa raccontare qualcosa di vero, di necessario.
A chi ha fatto e fa parte di questo percorso — agli artisti, ai collaboratori ed i colleghi, a chi ha creduto nel progetto — va tutto il mio grazie. A Ileana Mayol va il mio grazie più sentito e la mia amicizia scandita da risate, problemi, professionalità e cuori immensi.
“Ciò che si fa per amore è fatto bene”.
Vincent van Gogh